Iperinformazione, pensiamo a come difenderci

Ma quante informazioni riceviamo ogni giorno? Non sono forse troppe? Tu cosa fai per difenderti dall’iperinformazione?

Non sono domande banali, perché oggi riuscire a schermarsi dai troppi messaggi di cui siamo diventati bersaglio e filtrare le informazioni giuste, senza perdere nulla di utile, non è affatto facile. E molto spesso chi naviga in Rete, chi frequenta i Social Network e in particolare chi con questi strumenti ci lavora quotidianamente si trova a destreggiare il problema.

Le informazioni sono ovunque, e ci prendono costantemente di mira. Cartellonistica, carta, radio, tv, internet e social network, solo per citare alcune delle fonti, lanciano continuamente messaggi che il nostro cervello recepisce e che lo distraggono, oppure che sembrano non avere nessun effetto, ma invece ci fanno modificare un comportamento o cambiare l’umore, perché la nostra mente raccoglie ed elabora tutto. Succede, anche se non vorremmo.

Una delle massime autorità in fatto di gestione dei contenuti web, Gerry McGovern, in un suo articolo tempo fa riportava uno studio condotto da scienziati dell’Università della California: essi stimavano che ogni anno i server di tutto il mondo elaborassero informazioni per un ammontare pari a una pila di libri alta 224 miliardi di miglia: una quantità spropositata, che non ha nessun precedente storico.

Anche per esempio in periodi di massiccio sviluppo del giornalismo, come avvenne in Italia tra il 1885 e il 1915, quando la tiratura dei giornali raddoppiava all’incirca ogni dieci anni, le informazioni giungevano comunque in misura molto minore al pubblico, anche perché non erano attivi così tanti “dispositivi” di comunicazione come oggi.

Visto che il passato non può insegnarci al riguardo, una prima contromisura che possiamo prendere è senz’altro quella di non attivare così tante fonti di informazioni contemporaneamente. Per esempio lavorare senza accendere al contempo la posta elettronica, skype, Facebook, canali di breaking news e leggendo i messaggi che arrivano al cellulare. Cerchiamo di non stressare la nostra mente più di quanto non fa già l’ambiente in cui siamo immersi. E poi ogni tanto ritagliamoci degli spazi in cui stare a riposo dalla tecnologia.

In Emilia Romagna per combattere l’iperinformazione e lo stress che ne deriva consigliano una vacanza a cavallo: avete mai sentito qualcosa di più fuori dal nostro tempo?

Con passione, il team di NSAi